About me





Su Twitter la presentazione al mio profilo recita questa dichiarazione:
L'intento è di trattare i fatti nel modo meno fazioso possibile nella convinzione che solo così il mondo potrà essere più democratico
È impegnativo lo so, ma risponde perfettamente alla mia indole sempre allergica ai media compiacenti e servili al diktat precostituito.
In queste pagine cerco di interpretare la realtà secondo le mie capacità in piena libertà.


Appassionato di libri, considero la lettura un modo di aprire le porte più intime del mio essere, arricchire la mente e l'animo di nuovi spunti e sensazioni. Amo scrivere, nella scrittura ho trovato una valvola di sfogo per dare ordine ai miei pensieri e alle mie passioni che fluiscono disordinate dentro di me.

Avvicinarmi al giornalismo è stato naturale e il web rappresenta il maggior mezzo di diffusione dei pensieri senza filtro.


Scrivo di politica, di attualità, di libri, ma non disdegno un salto nelle mie altre passioni lo sport, il calcio, la Nba, il running che è entrato prepotentemente nel mio tempo libero, la musica e il cinema.
 
Dal punto di vista pratico oltre a lavorare come operatore di Customer care per Almaviva contact, Sono un giornalista pubblicista registrato presso l'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania e tra tante tribolazioni svolgo collaborazioni più o meno freelance. Potrete trovare la mia firma come giornalista e copywriter in alcune testate online come Contrordine  e su un nuovo magazine che è stato inaugurato da poco e che mi vede tra i fondatori FixOn Magazine. Da poco ho altresì iniziato la mia collaborazione con il blog Il Cosmopolitico








L'attività giornalistica richiede tanto impegno spesso a vuoto e un processo formativo durato anni. Io dopo il corso di specializzazione in giornalismo e media digitali, ho collaborato con Contrordine per il praticantato di due anni e ho svolto un tirocinio in Spagna come giornalista per un'agenzia di stampa spagnola, la Roostergnn a Madrid. Vivendo per un po' la Spagna e una città straordinaria come Madrid, ho capito quanto faccia la differenza l'approccio mentale che applichiamo nel vivere ogni giorno. Non c'è crisi che tenga.





Formazione accademica

  

Il mio profilo accademico si è sviluppato in maniera molto versatile grazie alla laurea specialistica in relazioni internazionali e studi diplomatici conseguita nel 2009 e la laurea triennale in scienze politiche nel 2007.
Gli studi politologici e internazionalistici mi hanno fatto rivolgere l'attenzione all'attualità e alle dinamiche politiche nazionali e internazionali.

Ben presto, le ambizioni di carriera diplomatica sono tramontate perché ho poi rivolto la mia attenzione al mondo del giornalismo sentendo la vocazione di scrivere e raccontare il mondo circostante.

Dopo la laurea in scienze politiche e relazioni internazionali, come ho già scritto, ho seguito un corso di giornalismo e media digitali con il C.I.S.F.A.P e  sto ora seguendo un Master in editoria e comunicazione con Comunika.

Sogni di editoria


Con ambizioni di scrittore, sogno un giorno di pubblicare un vero e proprio romanzo e lavorare in una casa editrice. Produrre libri è un lavoro nobile, una vera e propria missione rivoluzionaria, perché i libri sono la mia via d'uscita alla mediocrità dilagante, in una società che corre sempre di più, senza mai soffermarsi. Credo nel libro, come strumento rivoluzionario, la speranza che sopravvive al tempo e al progresso.



Professionalmente parlando 

 

 



Operatore di call center inbound presso Almaviva contact, società multinazionale nell'ambito della IT e del customer service come operatore di assistenza clienti. Questo lavoro fino a ora mi ha permesso di mantenermi e coltivare le mie passioni, sperando che un giorno queste lo possano sostituire e divenire un modo per vivere.

Di natura curioso e perfezionista, cerco sempre di trasmettere nella gestione del cliente, cortesia e passione, anche in condizioni di forte stress. Non credo che esista il lavoro perfetto, ma penso che sia comunque necessario lavorare al meglio anche quando il lavoro è lontano dalle proprie ambizioni.

Perché, quando si svilisce il proprio lavoro, si svilisce la propria dignità e si finisce per precipitare in un circolo vizioso da cui è impossibile fuoriuscire. Da mesi l'azienda è in crisi e ha dichiarato mobilità e frequentemente non mancano gli articoli su Contrordine sulla situazione aziendale, che è ormai al limite.




Perché Anarcolessia

 

Per spiegare il perché di questo Blog riprendo il mio primo post.
I pensieri scappano e la mente resta contorta in spazi di vuoto incomprensibili.
Non riesci a capire ciò che ti sta intorno, intanto digiti, digiti e ancora con le dita furiosamente su questi tasti. Avresti voglia di scrivere di getto tutta la notte, sì l'hai sempre fatto; caffè e tastiera.
Notti insonni al caldo afoso. Senza un fine e senza una meta. Di cosa poi non si sa. Solo così riesci a riflettere. Tu più contorto della realtà che ti circonda, sempre a mille velocità e senza alcun rispetto per chi non riesce a stare al passo.
È forse questo il torto più grande della società moderna, l'illusione che vivere sia rincorrere la velocità a qualsiasi costo, infischiandosene del ritmo naturale della vita.
L'importante è fare, agire, muoversi, reinventarsi in continuazione, per non restare fermi al passato. Quel passato che si dimentica sempre tanto in fretta e alla fine, stremato dopo tanto correre, resti fermo completamente esausto e crolli senza più energie.
Ti lasci andare a colpi d'inedia che lenta, ma inesorabilmente, ti uccide. Resti lì, privo di qualsiasi idea.
Fermo, osservi il mondo correre a tripla velocità. Non ne fai più parte. Pronto per la fine, cerchi una soluzione che possa raddrizzare la tua realtà ormai offuscata e pensi. 
Stai lì, fermo, mentre ti fai scappare via tutto, bloccato da quella tua assurda inettitudine, scrivi. Di notte.    
          Perché sai che solo quando è scuro riacciuffi un po' della tua essenza, quella a mille colori. 
Quei colori che, come il libro che hai davanti, sono sbiaditi. Solo al buio nei momenti più impensabili riesci a farli uscire.
Di giorno invece, alla luce del sole, il grigio offusca tutto sotto mille nuvole.
Per questo scrivi, perché ricerchi quei colori perduti.
E ti butti alla loro ricerca.
Per fermare la corsa del tempo che ti travolge verso un grigio inesorabile.

Ecco il perché di Anarcolessia.