giovedì 23 aprile 2015

#LibriAmo, 1984 di Orwell nella Giornata mondiale del Libro, perché leggere migliora la vita

Non sono mai stato educato alla lettura, l'amore per la lettura nasce all'improvviso e senza preavviso.
Da bambino non leggevo tanto, mi cibavo soprattutto di fumetti ma di libri ne leggevo pochi.
Crescendo, invece, sono stato più concentrato a indottrinarmi su teorie e costruzioni filosofiche massimaliste che spinto da un sano amore per la lettura.
Poi è arrivato il giorno in cui mi sono trovato a contatto con un libro.
Ero incerto, io che leggevo solo cose di un determinato colore e dello stesso tipo, stavo decidendo di intrapredere un viaggio che mi avrebbe cambiato del tutto.
Poi mi accorsi che era così interessante da non riuscire più a fermarmi. 

Fuori dallo spazio e dal tempo

Durante la lettura di un bel libro il tempo si ferma e tutto diventa indefinito.
Quando arrivi alla fine non sei più lo stesso, ti accorgi di essere cambiato come se fossi passato dall'altra parte del buco nero. 
Quella sensazione si ripresenta ogni volta, leggere diventa una droga e un modo per coltivare la propria intimità. 
Dedichi del tempo a te stesso senza filtro, perché quando si legge, ci si mette in discussione e ci si immerge totalmente nello scritto interpretandolo secondo i propri canoni e glischemi razionali.
Leggere è compiere un vero viaggio nel proprio io.


Per questo il libro è un oggetto di trasmissione straordinario, sia come strumento di conoscenza che di analisi introspettiva.
Una vita senza libri non vale la pena né di essere letta né di essere vissuta.
La mia sarebbe stata sicuramente più triste.

Crisi di lettura

È sempre più difficile leggere.
Oggi siamo abituati a continui stimoli che si affollano nelle nostre menti.
Si sentono tante scuse perché evitare la lettura: mancanza di tempo, stress, lavoro e così via.
Tutto per evitare un confronto serio con se stessi.
Purtroppo in Italia si legge poco.
Le statistiche ci dicono che solo il 41% degli italiani legge almeno un libro all'anno.
Questi dati sono sconfortanti se si pensa alla media europea del 70-80%.
Altri dati ci indicano che a fronte di un numero di lettori così esiguo, c'è invece un eccesso di pubblicazioni. Alcune di ottimo livello, (molte) altre un po' meno.
Un Paese in crisi culturale è un Paese che non legge o quando lo fa, legge male.
Siamo tutti scrittori, abbiamo tutti qualcosa da dire e una storia che vale la pena di raccontare. 
Se invece ci soffermassimo in silenzio, almeno una volta ad ascoltare, forse, vivremmo un mondo migliore.
Perché è indubbio che leggere un libro migliora la vita.

#LibriAmo


Ho sempre pensato a una rubrica in cui parlare di libri e in cui poter scrivere delle storie e degli autori che hanno segnato la mia crescita.
Non ho trovato miglior data per iniziare questo spazio nella Giornata Mondiale  del libro e del diritto d'autore.
Mi auguro che questo piccolo spazio possa essere un contributo alla causa e incoraggiare a scoprire il piacere della lettura, valorizzando il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell'umanità.


Inziamo con qualcosa di leggero, per esempio il mio libro preferito.

      

1984 di G. Orwell resta una delle mie pietre miliari, il punto di svolta che ha influito sul mio modo di pensare come nessun altro.

George Orwell

Eric Arthur Blair è uno dei miei modelli di riferimento.
Nella sua vita è stato capace di impersonare il ruolo di giornalista, di scrittore e di attivista politico sempre legato alla realtà e al campo dove si verificavano le vicende che raccontava.
Omaggio alla Catalogna è l'esempio più vero di racconto sul campo della tragedia della guerra civile spagnola.
1984 e La fattoria degli animali rappresentano invece una lucida critica al mondo e alle tendenze totalitaristiche dei regimi che stavano nascendo. La sua indole indipendente e libera lo hanno portato a insofferenza verso quelle limitazioni e verso quei confini mentali dell'area politica di sinistra a cui era sempre appartenuto.
Il suo spirito critico andava oltre.
Orwell ha rappresentato lo spirito di riflessione e di autocritica che è sempre mancato alla sinistr.

I suoi romanzi, la sua attività da giornalista e i suoi saggi hanno rispecchiato quello spirito libero incapace a farsi piegare da un'ideologia.

Il Grande fratello

La storia di Winston Smith e di Julia ha contribuito a cambiare il mio modo di pensare, un tempo troppo infarcito di ideologie. I due abitanti dell’Eurasia, grande Paese governato dal Socing e dal Grande fratello, cercano di innamorarsi in un mondo dominato dall’ideologia totalitaria, sempre in guerra, che arriva persino a vietare l’amore se non per fini riproduttivi.
La loro battaglia è contro un sistema che mira al controllo totale della vita delle persone grazie anche al revisionismo storico e finirà per essere una lotta senza possibilità di vittoria. Infatti, Winston e Julia sotto tortura si tradiranno a vicenda e ritorneranno a svolgere “inconsapevolmente” il ruolo di pedine del Partito. 
Il fallimento di questa battaglia è quello che colpisce gli uomini soli in lotta contro il sistema e che finiscono per essere poi ingurgitati dalla storia e dall’ideologia.

Con 1984 e La fattoria degli animali, Orwell lancia un monito all’umanità contro ogni dittatura, affinché la libertà individuale e di coscienza dei singoli non sia più oppressa dalle ideologie e dalle ortodossie.

La distopia di Orwell ci avvisa:
L'Ortodossia consiste nel non pensare, nel non aver bisogno di pensare. L'Ortodossia è inconsapevolezza.
 Una società senza coscienza né consapevolezza di sé non offre alcun futuro.